Al Sig. Ministro
Dott. Prof. Francesco PROFUMO
Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca
Viale Trastevere – 00153 ROMA
OGGETTO: Un saluto e alcune osservazione per gli Istituti del Turismo.
Egregio Sig. Ministro
In occasione dell’incontro a Roma, presso il MIUR, con le associazioni professionali e le reti di scuola vogliamo rivolgerLe da parte della ReNaTur un cordiale saluto e un augurio di buon lavoro.
Gli Istituti Tecnici Turistici (ora all’interno dell’istruzione tecnica, settore economico) sono nati giusto 50 anni or sono come indirizzo speciale per valorizzare in maniera specifica il servizio turistico nel nostro paese.
Roma, Milano, Venezia e Palermo sono state le prime città dotate di tali istituti alle quali si sono aggiunte successivamente Firenze e Genova. Negli anni successivi sono state promosse altre realtà territoriali a vocazione turistica quali Treviso, Lignano Sabbiadoro (UD), Rimini, Amalfi (SA) mentre gli istituti di Roma, Milano e Venezia venivano “sdoppiati” formando nuove scuole tecniche a vocazione esclusivamente turistica.
Dall’anno 2004 si è costituita la Rete tra gli Istituti Tecnici Turistici alla quale negli anni successivi (con accorpamenti e fusioni tra scuole) aderiscono numerosi altri Istituti Superiori dotati di una sezione tecnica, settore turismo.
Egregio Ministro, oltre a segnalarLe i nostri rapporti istituzionali con il dott. Raimondo Murano (Direzione Generale dell’Istruzione Tecnica e Professionale) vorremmo presentarLe alcune osservazioni che le istituzioni scolastiche della ReNaTur hanno segnalato nei vari incontri, assemblee, giornate di studio.
a) – La riforma “Gelmini”, attualmente al secondo anno di implementazione, ha previsto il biennio iniziale identico per materie ed orario di tutto il settore “Economico” perdendo in particolare per il settore “Turismo” la disciplina di “Storia dell’Arte” (per il nostro tipo di scuola è: Arte e territorio). Nel secondo biennio e nell’ultimo anno, a differenza dell’istruzione tecnica – settore Tecnologico, sono state eliminate le compresenze per le due materie professionalizzanti: “Discipline Turistiche Aziendali” e “Lingue Straniere”. Quando proprio gli I.T.P. (Insegnanti Tecnico Pratici di tali materie) costituivano il nostro “laboratorio” di esercitazione e di confronto con la realtà operativa.
b) La motivazione di quanto sopra può essere giustificata sia per motivi economici con la riduzione delle ore di compresenza (… ma perché non è stata fatta la stessa cosa nel settore Tecnologico e, per quanto riguarda le lingue straniere, nei Licei linguistici?) sia per motivi didattici con le attività di alternanza scuola – lavoro. Ma è proprio l’alternanza che nel nostro settore richiede I.T.P. preparati e competenti nel settore turistico (non un docente qualsiasi) e l’alternanza nel settore linguistico si è sempre attuata con viaggi studio all’estero e con stage lavorativi nei paesi stranieri, tutte attività preparate e seguite dai docenti di madre lingua straniera in servizio e titolari della scuola.
c) La ReNaTur ritiene che la formazione di tecnici diplomati nel settore turistico oltre che assicurare le competenze necessarie per valorizzare l’enorme patrimonio artistico – storico – naturalistico della nazione, costituisce la base per incrementare iniziative di lavoro autonomo e di modernizzazione delle strutture di accoglienza esistenti (nel senso di eco sostenibilità e di diffusione territoriale). Per raggiungere profili di alta qualità nei servizi e forti competenze operative molti istituti tecnici del turismo concorrono già a realizzare progetti post-diploma e corsi IFTS (Istruzione e Formazione Superiori con finanziamento regionale e/o con fondi europei).
d) Gli attuali Istituti Tecnici – ad indirizzo “Turismo” – hanno alle spalle una lunga e preziosa esperienza che, anche attraverso la ReNaTur, si arricchisce continuamente con corsi di aggiornamento, giornate di studio, confronto e scambio di docenti e studenti per mantenersi al passo con le tendenze turistiche internazionali.
Per il futuro però potrebbero nascere problemi qualitativi con la diffusione incontrollata delle sezioni di “Turismo” che le singole province d’Italia autorizzano di anno in anno per tutte le scuole che ne fanno richiesta (e poi deliberate automaticamente dalle loro giunte regionali!). La ReNaTur non chiede un “numero chiuso” per questi tipi di istituti (non si tratta ancora di categorie come le farmacie, i tassisti, gli ordini professionali, …) ma fa rilevare che non bisogna creare “inflazione” nelle aspettative degli studenti che scelgono il tipo di scuola sperando di collocarsi come hostess, guide turistiche, accompagnatori, receptionist, progettisti di viaggi.
e) Il Ministero, in particolare, dopo che le Regioni hanno deciso l’apertura di nuovi indirizzi di “Turismo” deve provvedere ai docenti specifici, ai laboratori, agli assistenti tecnici (non parliamo poi degli I.T.P. che fino ad ora caratterizzavano l’operatività di questo tipo di scuola). Non deve nascere l’equivoco, nelle famiglie, che il diploma di “Perito per il Turismo” assicuri una preparazione specifica settoriale e quindi una chiamata certa da parte delle imprese o del mondo del lavoro (Alberghi, Agri turismi, Agenzie di Viaggio, Compagnie aeree, Associazioni di guide o di accompagnatori naturalistici).
Una richiesta della ReNaTur, sig. Ministro è che negli accordi Stato-Regioni si valorizzi il settore nel senso di costruire “eccellenze”, finanziando scambi con l’estero, dotando gli istituti di laboratori e di collegamenti multimediali, favorendo incontri tra insegnanti ed operatori e assessori regionali del settore. Pane quotidiano per questo tipo di scuola, a partire dal secondo biennio, risulterà l’alternanza scuola – lavoro e in questo caso le Regioni hanno la competenza esclusiva del settore “Turismo” pertanto un impegno operativo negli accordi Stato – Regioni deve essere previsto e, in tale occasione, valutare anche la “diffusione” sul territorio del numero di scuole sostenibili.
Egregio Ministro la ReNaTur si dichiara disponibile a fornire osservazioni e a presenziare incontri dove le problematiche scolastiche si indirizzano nel settore degli scambi internazionali o si preparano interventi legislativi scolastici, disciplinari nello specifico settore della associazione, attraverso il contributo del proprio direttivo.
Un distinto e insieme cordiale saluto.
IL PRESIDENTE
(Dirigente Scolastico Prof. Vincenzo Amato)





